IL GIORNALE D'ITALIA

DOMENICA 4-LUNEDI 5 FEBBRAIO 1996

TEATRO. Maurizio Santilli dall'8 febbraio ai Satiri

Occhio alle porcellane

L'attore partenopeo, dopo il successo di gennaio, torna a riproporsi al pubblico romano nella "piece" scritta e diretta da Alfredo Arciero

di SIMONE ARDUINI

 

Intrighi internazionali, sparatorie mozzafiato, riformatori, pistole automatiche, ferite mortali. Non si tratta dell'ultimo film dell'agente "007"ma della prima, e forse ultima avventura di Maurizio Santilli, in arte Santilli Maurizio, il pi¨ grande investigatore privato del centrosud, isole comprese. Si intitola "Occhio alle Porcellane" il monologo che, a grande richiesta, Santilli torna a proporre a partire dall'8 febbraio al Teatro dei Satiri. Le scenette, le superbe imitazioni, evidenziano ancora una volta l'importanza dell'arte di recitare, della mimica e delle gestualitÓ dell'attore. Nella "piece" che debutt˛ il 2 gennaio nel teatro di via Grottapinta non c'Ŕ una scenografia particolare, non ci sono abiti di scena, c'Ŕ soltanto lui che con un semplice gesto della mano, con semplici movimenti degli occhi, senza l'ausilio di una sola parola, scatena il riso. Attore partenopeo che non abusa del suo accento, sembra innamorato del buon senso, del vivere normale. Alla fine della scena Santilli disegna un siparietto canoro in cui coniuga la vena partenopea a quella nordica di certi gruppi storici del cabaret. Scritto e diretto da Alfredo Arciero "Occhio alle Porcellane" consente al protagonista di offrire una buona prova d'attore caratterizzando un personaggio che ha il gusto paradossale di un fumetto satirico di qualitÓ. Maurizio Santilli ha iniziato giovanissimo come imitatore in due trasmissioni televisive, "Tandem" con Fabrizio Frizzi e "Clap Clap" di Gianni Boncompagni. Costituisce successivamente con Enzo Guarini il duo comico-musicale "I Guarilli". Successivamente lavora in teatro con registi come Carlo Croccolo, Romolo Siena, Leone Mancini e Carlo Alighiero debuttando come attore monologhista con il fortunato spettacolo dal titolo "Che s'addada fÓ pe campÓ".